ROVI
Per me, gli occhi sono fondamentali, attraverso di essi riesco a cogliere l'essenza di un
momento, quando una persona è nel culmine della felicità e poi deve affrontare la cruda
realtà, diventando vulnerabile, un velo copre il suo sguardo. Ognuno reagisce in modo
diverso: c'è chi si rattrista, chi sente il bisogno di esprimere tenerezza e chi si chiude in sé
stesso, sono ossessionato dal comprendere queste reazioni, nel tentativo di svelare la verità
di quella persona. Non nascondo le emozioni, ma le esamino con attenzione, osservandone
ogni dettaglio, gli occhi di una persona quando piange sono belli: gonfi e rossi, in contrasto
con una palette di emozioni così naturali.
Uscivo sempre con lo stesso paio di jeans, quelli che mi accompagnano dai tempi del liceo
nei momenti di massima gioia. Erano troppo grandi a 16 anni, quindi li portavo a vita bassa,
ma a 25 li indosso a vita alta perché il corpo è cambiato. Abbiamo scelto il nome "Rovi"
qualche giorno prima: è breve e unisce le nostre iniziali dei cognomi, provo a trovare
forzatamente qualche significato da attribuirgli. Continuo a disegnare occhi e gioco ad
incastrare le lettere del nome: "Guarda, se le metto così, sembra un volto"... Alla fine lo
sistemo, ma non era completo, c'era bisogno di qualcosa, una lacrima.
Una lacrima è un’espressione emotiva, un piccolo ponte tra biologia ed emozione, ma è
anche molto di più, è ciò che resta quando le parole non bastano, è una verità che si
manifesta, la lacrima non mente, non finge. In un mondo sempre più frenetico, che ci spinge
a mostrarci resilienti e produttivi, la lacrima diventa un atto di coraggio. Rovi è portavoce di
questo simbolo,rappresenta il segno visibile di un vissuto interiore, un invito a riconoscersi e
a non perdersi nella corsa e nelle sfide del quotidiano, dove c’è spazio per sentirsi fragili,
nostalgici e profondi. Nel mio percorso creativo, ho voluto fondere l'osservazione con
l'emozione, la percezione con il sentimento, così è nato il mio logo: un occhio che piange.
Milano, la mia città, con la sua duplicità di opportunità e malinconia, è il contesto ideale, lo
scenario perfetto in cui nasce questo simbolo. La città offre infinite possibilità, ma a volte mi
sento sopraffatto da un senso di solitudine e nostalgia, Il mio logo non è solo un'immagine,
ma racconta la mia esperienza e di chi vive qui: chi guarda con speranza e, allo stesso
tempo, non può fare a meno di versare una lacrima. Esso rappresenta la capacità di
riconoscere le opportunità, ma anche la consapevolezza delle difficoltà e delle sfide emotive
che Milano impone. È un invito a non dimenticare le emozioni e le esperienze personali,
anche in una città che sembra celebrare solo il successo e la produttività, e dove la frenesia
a volte lascia poco spazio all’emotività.